Si è svolta sabato scorso, presso la suggestiva Sala dell’Ercole all’interno dell’Antiquarium Comunale di Sezze,
la cerimonia di premiazione dell’11° Concorso Comunale “L’Olio delle Colline a Sezze”,
organizzata nell’ambito della 55ª edizione della Sagra del Carciofo.
Un evento molto partecipato, dedicato alla qualità dell’olio extravergine locale e al valore dell’olivicoltura setina.
Quest’anno il concorso ha visto la partecipazione di 43 oli di produttori del territorio,
valutati da una giuria composta da 24 assaggiatori del panel ufficiale CAPOL.
Per il Comune di Sezze hanno presenziato l’assessore Lola Fernandes e il consigliere Orlando Santoro.
Era presente, inoltre, il presidente di Slow Food Travel Monti Lepini, Roberto Perticaroli.
A salire sul podio:
🥇 1° classificato: Casalini Paolo
🥈 2° classificato: Tombolillo Antonio
🥉 3° classificato: Casalini Claudio
Hanno ricevuto la Gran Menzione:
Casalini Claudio Maria,
De Angelis Ermanno,
Valleriani Luigi.
Attestati di partecipazione sono stati consegnati a tutti i produttori partecipanti e ai componenti della giuria,
in un momento di confronto e valorizzazione di una tradizione agricola che continua a raccontare il territorio,
la cura e la passione dei suoi piccoli produttori.
IL RECUPERO DEGLI OLIVETI: UNA PRIORITÀ TERRITORIALE
Durante l’incontro il presidente e capo panel del Capol Luigi Centauri
oltre ad illustrare ai produttori le principali caratteristiche emerse dalle analisi organolettiche effettuate sui campioni,
inoltre ha sottolineato, in particolare, che è fondamentale il recupero degli oliveti.
Il calo dei raccolti, infatti, sta portando all’abbandono di molte aree collinari:
recuperarle è essenziale non solo per soddisfare la crescente domanda di olio extravergine di qualità,
ma anche per la tutela del territorio.
La manutenzione degli oliveti previene gli incendi e il dissesto idrogeologico,
preservando l’integrità del paesaggio.
Al contempo, frena la chiusura delle aziende e salvaguarda l’occupazione.
Si tratta di un’emergenza concreta: basti pensare che, nella provincia di Latina,
la superficie olivicola è calata del 40% in dieci anni (Censimento Istat anno 2020).
È necessario agire subito con soluzioni adeguate per evitare che il degrado ambientale e produttivo
diventi irreversibile.